Valle di Seren del Grappa - Belluno

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Posizionata nuova webcam

Programma di agricoltura sociale

Grazie al contributo della Fondazione Cariverona, si è avviato quest'anno un progetto di agricoltura sociale per inserire ragazzi con svariate difficoltà da inserire nella manutenzione del vigneto sperimentale di Col dei Bof.   Ha una programmazione di due anni e si avvale di segnalazioni del comune di Seren del Grappa per quanto riguarda i soggetti da coinvolgere.

 

LA VITICOLTURA DI MONTAGNA

LA VITICOLTURA DI MONTAGNA

Smart and Sustainable Planning for Cities and Regions

Smart and Sustainable Planning for Cities and Regions

Inaugurazione Vigneto Sperimentale

Inaugurazione Vigneto Sperimentale

Incontro pubblico 7 aprile 2017

Incontro pubblico 7 aprile 2017

Viticoltura in montagna

INTERVISTA DI RAINEWS A LEONARDO BOFF:"L'ENCICLICA lAUDATO SI'

 
Leonardo Boff a Rainews.it: “L’Enciclica Laudato si' è una nuova speranza per il Pianeta” L’Enciclica di Papa Francesco dedicata all’ ecologia , ovvero alla “madre terra”, non ha deluso le aspettative. Sta facendo discutere l’opinione pubblica mondiale. Per andare alle “radici” dell’Enciclica abbiamo intervistato il teologo brasiliano Leonardo Boff, uno dei padri della teologia liberazione.
D.
Come è stata accolta?
R.
Finora è stata accolta molto bene, persino con una certa perplessità perché nessuno sperava un testo cosi positivo e dentro il nuovo paradigma ecologico. Il Papa ha innovato la discussione proponendo l’ecologia integrale che va ben oltre l’ecologia ambientale dominante.
D.
Sicuramente, per lei, questa Enciclica segna la piena riabilitazione del suo lavoro teologico. In particolare quello dedicato all’ecologia. Infatti, nel documento, c’è l’espressione “grido della terra, grido dei poveri” che è sua. Qual è la novità teologica dell’Enciclica?
R.
A richiesta dello stesso Papa gli ho inviato molto materiale sull’ecologia, visto che è da 30 anni che lavoro su questo tema. Molto mi ha aiutato la partecipazione alla redazione della “Carta della Terra”, sotto l’egida di Michail Gorbaciov. Questo documento molto simile con l’enciclica è per me l’unico grande documento, assunto dall’UNESCO, che sia stato elaborato totalmente dentro il nuovo paradigma, fondato nelle scienze della vita e della Terra. Io ho insistito insieme al Papa attraverso l’ambasciatore argentino nella Santa Sede che l’enciclica avrebbe tutto da guadagnare, mostrandosi contemporanea del migliore pensiero ecologico, se avesse assunto tale paradigma. Secondo questo paradigma tutte le cose stanno interconnesse formando un grande tutto. Tutto sta in relazione e niente esiste fuori dalla relazione. Questa prospettiva aiuta a mostrare che tutti i problemi stanno interconnessi e devono essere affrontati simultaneamente, specie il riscaldamento globale e la povertà delle moltitudini. Sono felice che questa prospettiva sia stata assunta, conferendo grande coerenza e unità al testo.
D.
Ciò è una novità nella tradizione del magistero della Chiesa. Il Papa Francesco ha innovato e collocato la Chiesa nel punto più avanzato della discussione ecologica. Le piace il termine “Ecologia integrale”?
R.
Il tema “ecologia integrale” è presente in tutti i miei libri e articoli. É la forma di come superiamo il discorso convenzionale che si restringe all’ecologia ambientale, secondo la quale s’immagina che l’essere umano stia al di fuori dell’ambiente e della natura, ma al di sopra dominandola e che non bisogna riconoscere il valore intrinseco di ciascun essere, indipendentemente dall’uso umano. Io ho lavorato di forma coordinata l’ecologia ambientale, politico-sociale, mentale e integrale. Specie ultimamente elaboro un’etica, una spiritualità ecologica e una cultura della cura per la Casa Comune, l’unica che abbiamo per abitare. L’ecologia integrale ha incluso le diverse forme di ecologia, dimostrando però che tutte si articolano tra loro a servizio di una cultura bio-centrata e di una Terra, che molti chiamano “Terra di Buona Speranza”.
D.
Quali sono i concetti più belli dell’Enciclica
R.
I concetti centrali, che articolano tutto il testo, sono la concezione che tutto sta in relazione con tutto. Tutto è relazione e niente esiste fuori dalla relazione. Questa è la convinzione della fisica quantistica e della nuova cosmologia. Questa comprensione è teologicamente ben fondata perché si afferma che il Dio cristiano non è la solitudine dell’Uno ma la comunione e la relazione della Santissima Trinità, sempre ed eternamente interconnessi. Se Dio-Trinità sono cosi, relazione, allora tutta la creazione rispecchia la natura relazionale di tutte le cose. Da questo concetto ne deriva un altro, quello dell’interdipendenza tra tutti e della corresponsabilità collettiva per il destino comune, della Terra e dell’umanità. Un altro concetto chiave è quello della cura. Significa una relazione amorosa e non dominatrice con la natura e si oppone frontalmente al paradigma della modernità che e la dominazione dell’altro, dei popoli e della natura. Il Papa denuncia l’espressione maggiore di questa dominazione che è la tecnocrazia. La distingue bene dalla tecnica che ci ha portato tanti benefici.
La tecnocrazia rappresenta la dittatura della tecnica, come se tutti i problemi ecologici e umani potessero essere risolti solo per la tecnica. Devono essere presenti la politica, l’etica e una scienza fatta con coscienza, non prioritariamente per il mercato, ma per la vita.
Altro concetto importante è il termine “casa comune” per designare la Terra. Cosi è più facile ricordare che tutti abitano lo stesso spazio e che tutti sono fratelli e sorelle gli uni degli altri e anche fratelli del fratello Sole, della sorella Luna e figli della Madre Terra. Questa visione che esiste una fratellanza universale è derivata dalla mistica cosmica di San Francesco, una fonte d’ispirazione per tutta l’enciclica. Essa permette espressioni di grande bellezza, sentimenti di rispetto e di venerazione per tutto quello che esiste e vive.
D.
Qui il Papa innova di fronte ai suoi predecessori, in quanto nel suo testo coltiva l’eleganza, la lievità e la poesia. Come verrà declinata, dopo questa Enciclica, la parola “Liberazione”?
R.
La teologia della liberazione nacque ascoltando il grido degli oppressi, o nella versione argentina, del popolo messo a tacere e della cultura popolare oppressa. Il “marchio registrato” di questo tipo di teologia è l’opzione per i poveri, contro la povertà e in favore della loro liberazione e della giustizia sociale.
A partire dagli anni’80 del secolo passato, alcuni teologi percepirono che all’interno di quest’opzione si sarebbe dovuto collocare il Grande Povero che è la Terra crocefissa, devastata e oppressa. Fu in questo senso che io scrissi nel 1995 il libro “Dignitas Terrae”, ecologia: grido della Terra - grido dei poveri”. Questa espressione è stata coerentemente assunta dall’enciclica.
Nacque cosi un’eco-teologia della liberazione. Non fu assunta da tutti, perché questa eco-teologia incorpora i dati delle nuove scienze, come la nuova cosmologia, la fisica quantistica, la nuova biologia. La teologia della liberazione classica dialogava con le scienze sociali, con l’antropologia e con la cultura. Tutti fummo formati dentro questo paradigma. Pochi si sono arrischiati a dialogare con le nuove scienze. Ciò rappresentava una vera rivoluzione intellettuale. Io stesso, feci un grande sforzo per incorporare il nuovo paradigma. Non si tratta di parlare su questo, ma da questo. E da lì tutto cambia e mi resi conto che era più facile fare teologia con questo paradigma che con quello classico. Insieme con il cosmologo nord-americano Mark Hathaway elaborammo tutta una visione nuova in un libro dal titolo “Tao da Libertação” che fu tradotto in italiano nel 2014 da Fazi Editore. Negli USA il libro, nel 2010, ha vinto la medaglia d’oro per la “nuova scienza e cosmologia”. Penso che sia il passo più avanzato della teologia della liberazione. Con questo documento pontificio si mette radicalmente in discussione il “pensiero unico” neoliberista. E’ davvero alternativo al neoliberismo.
D.
Le chiedo: l’enciclica potrà avere degli effetti politici?
R.
Sicuramente l’enciclica avrà effetti politici. Primariamente perché non è diretta ai cristiani, ma a tutti gli abitanti della Casa Comune. Essa fa severe critiche agli incontri dell’ONU sul riscaldamento globale perché non possiede una visione integrale ma atomizzata e focalizzata solo nell’ecologia ambientale che favorisce l’antropocentrismo, dove si vede appena la relazione dell’essere umano con l’ambiente e la natura, dimenticando che questo essere umano è parte della natura e tra entrambi esistono relazioni inclusive e reciproche. Non mi meraviglierei se nell’incontro in dicembre a Parigi – organizzato dall’ONU, quando si tratterà nuovamente dei cambiamenti climatici, queste questioni fondamentali siano sollevate e cambi il corso delle discussioni. La questione non è appena il riscaldamento globale. Ma il tipo di produzione, distribuzione e consumo che la nostra società ha elaborato negli ultimi secoli, il quale ha richiesto alti costi alla natura e hanno prodotto un’iniqua disuguaglianza sociale, altro nome, dell’ingiustizia sociale mondiale. I cambiamenti climatici sono la conseguenza di questo modo di abitare la Terra, devastandola in vista di un’accumulazione illimitata. Dobbiamo cambiare, altrimenti conosceremo catastrofi ecologico-sociali mai viste prima.
D.
Papa Francesco, con l’Enciclica, porta nettamente la Chiesa cattolica sulla frontiera profetica della lotta per la “liberazione dei poveri”. Riuscirà l’intera comunità ecclesiale a reggere il passo di Papa Francesco? Vi saranno conflitti all’interno dell’episcopato?
R.
Il problema del Papa non si concentra nella Chiesa, ma nell’umanità. La sua questione non è domandare: che futuro avrà il cristianesimo? Ma la sua preoccupazione risiede in questo: in quale misura il cristianesimo, le altre chiese e cammini spirituali, possono e devono contribuire a salvare la vita sulla Terra e garantire un futuro per la nostra civiltà? Lui ha percepito nubi nere che si annunciano all’orizzonte, anticipando grandi catastrofi, nel caso non facessimo nulla.
Ma sempre da' l’ultima parola alla speranza e alla creatività umana, capace di dare un salto quantistico e conferire un altro corso alla nostra forma di abitare la Casa Comune.
Esistono molti cristiani e vescovi che ancora non si sono svegliati di fronte alla gravità dell’attuale situazione che richiede un “cambio di direzione” e, citando la Carta della Terra “cercare un nuovo inizio”. Forse con l’aggravarsi della situazione mondiale, tutti si sveglieranno, poiché – nel caso contrario – potremmo conoscere il cammino già percorso dai dinosauri.
D.
Qual è il “seme” di futuro che i martiri portano all’intera comunità ecclesiale?
R.
Il Papa Francesco ha accolto la riflessione che si è fatta in America Latina secondo cui il martire non è appena quello che sacrifica la vita per fedeltà alla fede cristiana. Questo è un martire della Chiesa. Ma esiste anche un altro tipo di martire che sacrifica la vita nella difesa della dignità delle persone e dei loro diritti contro la violenza dei regimi dittatoriali. Questi sono i martiri, come diciamo noi, del Regno di Dio. Il Regno di Dio, il messaggio centrale di Gesù, è fatto di giustizia, d’amore incondizionato, di consegna della propria vita per difendere i violentati, specie i poveri. Questo è un atto d’amore e costituisce il contenuto concreto del grande sogno di Gesù: un Regno di giustizia, di compassione, d’amore, di pace e di totale apertura a Dio. Tutti questi martiri possiedono una connotazione politica. Proprio i Papi hanno definito la politica come una forma mai alta di amore verso il prossimo e di servizio alla giustizia del Regno. In questo senso abbiamo molti martiri nella Chiesa dell’America Latina, poiché molti cristiani, laici e laiche, preti, religiosi e religiose e per lo meno due vescovi, Oscar Romero in San Salvador ed Enrique Angelelli in Argentina furono assassinati per difendere questi valori del Regno di Dio. E anche molti colleghi teologi e teologhe furono sequestrati, barbaramente torturati e assassinati per difendere i poveri e per essersi impegnati nell’osservanza, da parte dello Stato, dei diritti umani universali. Tutti questi sono martiri del Regno di Dio, del quale la Chiesa è segno e sacramento.

assemblea dei soci sostenitori 20 giugno 2015

 

SI E' SVOLTA SABATO 20 GIUGNO 2015 L'ASSEMBLEA DEI SOCI SOSTENITORI. NELLA MEDESIMA GIORNATA E' STATA BENEDETTA UNA STATUA DENOMINATA "LA MADONNA DELLA NEVE"DONATA DAL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE AL CAPITELLO APPRESSO LA SUA  SEDE OPERATIVA. IMPORTANTI GLI ORDINI DEL GIORNO A CUI HANNO PARTECIPATO I VERTICI DI "VENETO AGRICOLTURA" DELLA REGIONE VENETO.

1) IL VIGNETO SPERIMENTALE E' IN FASE DI ULTIMAZIONE ,AVENDO IMPIANTATO LE ULTIME SBARBATELLE PROVENIENTI DAI VIVAI DI FRIBURGO(GERMANIA) E SVIZZERA (CANTONE FRANCESE) . IN TOTALE SONO STATE IMPIANTATE 3500 SBARBATELLE SU UN'AREA DI 15000 METRI QUADRATI CHE SI VANNO AD AGGIUNGERE ALLE ALTRE 500  VITI IMPIANTATE  IN LOCALITA' "GUIZZA" DI PROPIETA' DELLA FONDAZIONE. UN RINGRAZIAMENTO AI VOLONTARI DEL COMUNE DI SEREN DEL GRAPPA E AL DIRETTORE TECNICO MARCO DE BACCO.

2) E' STATO PRESENTATO IL PROGETTO "VALDISERENSAFARI" FAUNA/FLORA/TURISTICO CHE PARTIRA' ALL'INIZIO DI LUGLIO 2015. RESPONSABILE MATTEO BASSANI.

3) PROGETTO BICI / ELETTRICA CHE PARTIRA' GIA' DA QUEST'ANNO , COME SPERIMENTAZIONE DEL PROGETTO "LEADER"  EUROPEO ,BICI ELETTRICA/SENTIERI/ALLOGGI DIFFUSI/SENTIERI /RISTORAZIONE CHE L'ISTITUTO DI RICERCA EURAC DI BOLZANO STA' PROGRAMMANDO PER L'ANNO 2016. L'ATTIVITA' DI QUEST'ANNO SARA' SPONSORIZZATA DA UNA IMPORTANTE AZIENDA ALTOATESINA SPECIALIZZATA NEL SETTORE DELLO SPORT DI MONTAGNA. RESPONSABILE DELL'INIZIATIVA E'RODOLFO BOF TITOLARE DEL RISTORANTE "RISTOBIKE" DI PIAN DELLA CESA.

3) VERSO IL TRAGUARDO IL PROGETTO DEL CORSO PER ERBE AROMATICHE E OFFICINALI CHE DEVE AVERE IL RICONOSCIMENTO DELLA REGIONE VENETO. I DIRIGENTI DI VENETO AGRICOLTURA SI SONO RESI DISPONIBILI PER ACCELLERARE L'ITER DI RICONOSCIMENTO.

 

 

CI HA LASCIATO IL GIORNO DI NATALE DON GIANCARLO BERTAGNOLLI

CI HA LASCIATO IL GIORNO DI NATALE DON GIANCARLO BERTAGNOLLI


 IL giorno di Natale  2014 si era spento il nostro socio onorario Don
Giancarlo Bertagnolli fondatore della associazione altoatesina "La
Strada - der Weg", associazione impegnata da oltre 30 anni nel campo
dell'emarginazione. Un anno è passato ma il suo ricordo è sempre presente.


A don Giancarlo, amico ed esempio per me  da tanti anni chiesi nel 2012
, data in cui acquisì la casa di Col de Bof, di benedirla e condivise il
progetto della fondazione Val di Seren diventando socio onorario.
Un giorno mi chiese come poteva essere utile per la nostra fondazione,
poichè oltre ottantenne non aveva molte forze a disposizione. Gli
risposi che  non era importante una sua diretta presenza , ma quello che
lui ha testimoniato nella sua vita di estrema disponibilità per gli
altri. Don Giancarlo, insieme a Suor Lina Boff e Leonardo Boff sono i
"fari" , i punti di riferimento della nostra Fondazione Val di Seren.
La vita gli ha dato un bellissimo regalo alla fine della sua esperienza
terrena, quella di lasciarci nel giorno di Natale.

Oskar

VIAGGIO IN BRASILE DELLA PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE - AGOSTO 2013

VIAGGIO IN BRASILE DELLA PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE - AGOSTO 2013

 

LA PRESIDENZA DLLA FONDAZIONE E´STATA PRESENTE IN BRASILE DAL 01  FINO AL 17 AGOSTO. SCOPO DEL VIAGGIO : VISITA ALLA COOFONDATRICE  DR. LINA BOF A RIO , AL TEOLOGO DR. LEONARDO BOFF, LE COMUNITA´BELLUNESI EMIGRATE NEL RIO GRANDE DO SUL E LA VISITA AGLI AMMINISTRATORI COMUNALI DELLA CITTA´DI CURITIBA , FAMOSA PER IL SUO SVILUPPO URBANISTICO "SOSTENIBILE". REPORTAGE FOTOGRAFICO IN "FOTO".

LEONARDO BOFF: SAREMMO UNA CELLULA CANCEROSA CHE DOVRA' ESSERE ELIMINATA ?

Ritornare alle radici per ringiovanire

Per quanto lontano camminiamo sul nostro pianeta o anche al di fuori di esso, come gli astronauti, portiamo sempre con noi la forza delle radici. Di volta in volta, si animano e suscitano in noi un irrefrenabile desiderio di tornare verso di loro. Non sono al di fuori di noi . Sono la nostra base incosciente di sostegno e di forza vitale. Quindi, le portiamo sempre con noi e ringiovaniamo ogni volta che ritorniamo a loro. Il 9 e il 10 settembre di quest'anno, ho vissuto un'esperienza inusuale quando ho visitato la casa del nonno nel nord della Italia.Sentimenti profondi, provenienti dal nostro inconscio personale e collettivo, improvvisamente irruppero in me. Mi sentivo ricollegato a quella fonte: La vecchia casa, le stanze annerite, le porte che scricchiolano quando si aprono, i letti duri e di grandi dimensioni (con alcuni dormivano insieme), la stufa a legna, gli armadi pieni di ciotole e vasi antichi, il grande tavolo con le loro lunghe panche, su ogni lato, per far stare a tavola tutti. Era il paesaggio interno. Dal balcone, il paesaggio esterno, dà lassù una lunga valle, con piccole case distribuite tra il verde dei campi e, in lontananza, il famoso Monte Grappa di quasi duemila metri di altezza, dove sanguinose battaglie furono combattute durante la prima guerra mondiale tra l'esercito italiano e l'austro-ungarico

La casa del nonno paterno è nella Valle di Seren del Grappa, vicino a Feltre e Belluno, nella regione italiana del Triveneto. In realtà, è un piccolo agglomerato di case, incollate insieme, chiamato Col dei Bof. È in alto, a metà altezza della grande montagna. Era, fino a poco tempo fa, completamente abbandonato, come molte altre case della montagna. Fino a quando la " Fondazione di Seren", formata da persone di Bolzano, di Belluno e Feltre, con alcuni mezzi ed un forte senso di recupero ecologico della regione, l’ha adottata e trasformata in un centro di incontro e di cultura . Di notte è illuminata. Sembra sospesa in aria, con la montagna scura sullo sfondo.La popolazione della valle era povera, l’agricoltura di sussistenza appena alimentava la famiglia, perché i suoli non erano molto fertili. Molti hanno sofferto la fame. Alcuni hanno avuto la "pellagra" ( fame estrema, perché mangiavano solo polenta ed acqua fino ad appassire) .In questo contesto, gran parte della popolazione, di poco più di due mila persone, emigrò, alcuni verso Rio Grande do Sul nel 1880. Gli antenati, in particolare i due antenati Rech e Boff (si scriveva Boeuf), del secolo XV, provenivano dalla Germania (Alsazia e Lorena, Francia oggi). Erano esperti nel tagliare gli alberi di queste valli e montagne per fare il carbone, venduti poi in tutto il Veneto (Bolzano e Venezia) .Raggiunto il luogo, mi aspettava una manciata di antichi parenti. Essi avevano decorato la casa con spighe di grano, fiori e frutti di stagione. Un coretto cantava canzoni in dialetto veneziano che conoscevamo da casa. Improvvisamente, posizionato davanti alla vecchia casa –un borgo di grandi dimensioni– ho percepito quei muri impregnati con lo spirito del "poro nonno Boff ". Sì, lui era lì. I morti sono solo invisibili , ma mai assenti. Ho visto la sua figura sempre grave, ma di un' eleganza coltivata, con il fazzoletto al collo, su un cavallo sellato che veniva a farci la visita dal villaggio vicino. Mi metteva sulle sue ginocchia e mi raccontava barzellette nello stile divertente degli italiani. E alla fine, di nascosto da mio padre, mi dava qualche soldo, quello che aspettavo di più .Dovevo parlare ai presenti. La voce mi si è strozzata in gola. Ho lasciato che le lacrime del ricordo e della nostalgia mi scendessero dagli occhi per la barba. Sentii, con una percezione transrazionale, che lui era lì. Ho immaginato il suo coraggio: aveva abbandonato tutto, la casa, la terra degli antenati, la campagna amata, per affrontare l'ignoto e costruire la “Merica”, come dicevano: Merica, Merica, Merica, che cosa sarà questa Merica? Un massolin di fior” ( America , America, America , che cosa sará questa America? Un mazzo di fiori). Ho visitato ogni angolo e ho anche sfogliato vecchi libri rimasti lì.Di notte ho parlato con la gente. Oggi sono due mila persone. La chiesa era gremita. Ho raccontato le storie eroiche dei nonni come all'inizio attraversarono il Rio Grande e poi i figli (miei genitori) esplorarono la zona di Concordia nel ovest di Santa Caterina. Come pregavano il rosario di domenica, cantavano le litanie della Madonna in latino e come mio padre, maestro di scuola, insegnava il portoghese ai vecchi, perché in casa parlavano solo il dialetto veneto .Vengo del tempo della pietra scheggiata, ho perlustrato tutte le fasi della evoluzione culturale ed oggi, ho detto: sono qui con voi, a ritrovare le radici antiche ma sempre nuove. Alla fine, ho cantato quello che cantavamo nella colonia italiana: "Sia dottore o avvocato, deve tutto al suo papà. Ma bambini, sapete che il vostro nonno avanti sempre va".Nel tramonto nella vita, ho avuto un'esperienza di ringiovanimento ritornando all'alba delle mie radici.
LEONARDO BOFF

 

RECENTI INTERVISTE A LEONARDO BOFF

LA PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DI BRUXELLES 28 - 30 MAGGIO 2013

LA PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DI BRUXELLES 28 - 30 MAGGIO 2013

LA PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE E IL COMUNE DI SEREN DEL GRAPPA,SONO STATI PRESENTI IL 30 MAGGIO 2013 NELLA COMISSIONE EUROPEA AL PARLAMENTO DI BRUXELLES SULLO SVILUPPO RURALE (P.A.C.).

L'EVENTO E' STATO ORGANIZZATO DALL'ORDINE DEI DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI DELLA PROVINCIA DI BELLUNO NELL'AMBITO DI UN AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PRESSO IL PARLAMENTO EUROPEO E LA SEDE DISTACCATA DELLA REGIONE VENETO A BRUXELLES. SONO STATI TRATTATI I SEGUENTI ARGOMENTI:

-LA FUTURA PROGRAMMAZIONE DEI FONDI STRUTTURALI (FSE, FEASR, FESR

-GESTIONE DELLE AREE "NATURA 2000"

-REGOLAMENTO (UE) N. 995/2010  RIGUARDANTE GLI OBBLIGHI DEGLI OPERATORI CHE COMMERCIALIZZANO LEGNO E PRODOTTI DA ESSO DERIVATI

-PROGRAMMA LEADER E NUOVE DIRETTIVE RELATIVE AI GRUPPI DI AZIONE LOCALE NELL'AMBITO DELLA FUTURA PROGRAMMAZIONE (2014 - 2020) DELLO SVILUPPO RURALE.

IMPORTANTE L'INCONTRO CON I DUE MEMBRI DELLA COMISSIONE EUROPEA DI AGRICOLTURA ON . HERBERT DORFMANN E ON. GIANCARLO SCOTTA' SULLO SVILUPPO RURALE. REPORTAGE FOTOGRAFICO IN "FOTO"

 

30 aprile 2013 : Il presidente della provincia autonoma di Bolzano Dr. Luis Durnwalder visita la sede operativa della fondazione in Val di Seren

30 aprile 2013 : Il presidente della provincia autonoma di Bolzano Dr. Luis Durnwalder visita la sede operativa della fondazione in Val di Seren

IL 30 APRILE 2013 , IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO, DR. LUIS DURNWALDER VISITA LA SEDE OPERATIVA IN VAL DI SEREN DELLA NOSTRA FONDAZIONE. CON LUI TUTTO IL VERTICE ALTOATESINO IN CAMPO AGRICOLO: IL PRESIDENTE DR. TIEFENTHALER E IL DIRETTORE DR.RINNER DEL SUEDTIROLER BAUERNBUND, IL DIRETTORE CAPO DELLA RIPARTIZIONE AGRICOLTURA E FORESTE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO, DR. PAZNELLER, I DIRETTORI DELLA SCUOLA AGRARIA E CENTRO SPERIMENTALE DI LAIMBURG, DR. MAYR E DR. OBERHUBER.CON LORO ANCHE IL DIRETTORE CAPO DI "LEGACOOPERATIVE ALTO ADIGE" DR.RUELE STEFANO.

IL CORDIALE INCONTRO CHE HA VISTO IL SOPRALLUOGO DELLA DELEGAZIONE ALTOATESINA SUI CAMPI AGRICOLI DELLA NOSTRA FONDAZIONE E ALLA SEDE OPERATIVA IN LOCALITA' "COL DE BOF", HA SUGELLATO LA PIENA E UFFICIALE COLLABORAZIONE TRA LA PROVINCIA DI BOLZANO E LA FONDAZIONE STIFTUNG FOUNDATION VAL DI SEREN ONLUS NELLE INIZIATIVE IN CAMPO AGRICOLO IN VAL DI SEREN.  IL PRESIDENTE DURNWALDER SI E RIPROMESSO DI VISITARE CON LA SUA FAMIGLIA ENTRO L'ANNO LA NOSTRA VALLE DI SEREN. ULTERIORI FOTO SULL'EVENTO IN "FOTO" E SERVIZIO TG3 VENETO DEL 30.04.2013 :http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-eabd48d4-1aaa-487d-8db7-35693bbfb2ed-tgr.html#p=0